Test di paternità Prenatale non invasivo

Finora i test di paternità eseguibili durante la gravidanza erano possibili solo tramite  un prelievo invasivo  di liquido amniotico o di  villi coriali; questa metodica, certamente non priva di rischi per il feto  e la gestante, viene oggi rivoluzionata dal nuovo test di paternità prenatale non invasivo GENOMA.

Questo test può sostituire le varie tecniche invasive, basandosi sul DNA fetale in circolazione nel sangue materno sin dalle prime settimane di gestazione.
La possibilità di errore, dovuta a materiale genetico di gravidanze precedenti è praticamente nulla: il rischio esiste solo con altre tipologie di test che utilizzano invece del DNA, le cellule fetali, le quali possono persistere per decadi nel sangue della madre. Viceversa, il Dna  fetale scompare entro poche ore dalla nascita.

I vantaggi principali di questo test, sono dati dalla assoluta affidabilità e dalla mancanza di rischi per la madre e per il feto . 

Il test può essere eseguito già dalla nona settimana di gestazione, con un largo anticipo quindi rispetto all’amniocentesi. 


Basi scientifiche ed esecuzione del test

Durante il  periodo gestazionale coesistono due sistemi circolatori: il feto-placentare e il materno - placentare. La placenta riceve sangue da entrambi i sistemi circolatori e, sebbene i due torrenti circolatori siano in teoria separati, un piccolo numero di frammenti e molecole di DNA fetale attraversa la placenta e va nel torrente circolatorio materno. Utilizzando metodiche particolari vengono isolati i nucleotidi  fetali dal campione di sangue materno.

Il  test  di paternità non invasivo utilizza quindi per esaminarlo   il DNA fetale che attraverso la placenta circola liberamente durante la gravidanza nel  sangue materno in concentrazioni relativamente elevate.

La  sua concentrazione   varia dal 3% al 15% del DNA totale trovato nel campione della madre; una quantità più che sufficiente per la finalità di questo test.
Per determinare la paternità si analizzano i profili del DNA della  madre, del  presunto padre e delle cellule fetali.

Il campione del sangue del madre  viene  prima centrifugato per separare le cellule dal plasma,mentre quello del padre viene analizzato direttamente. 
Dal plasma materno viene poi estratto il DNA fetale che circola libero in una percentuale che raggiunge il 15%; questa percentuale può variare da gravidanza a gravidanza ma aumenta con l’aumentare del tempo di gestazione; dalla  nona settimana di gestazione in poi  è possibile  avere la quantità sufficiente per eseguire l’analisi.   

Tutti i campioni vengono analizzati tramite una tecnica “microarray  DNA”,la quale  misura circa 317.000 markers genetici denominati SNPS ( polimorfismi a singolo nucleotidi),in seguito vengono  comparati  geneticamente mediante un supporto di bioinformatica avanzata. (Viene a questo scopo  utilizzato un algoritmo informatico per verificare la compatibilità  tra i markers genetici  del  DNA fetale e quello del presunto padre e di 5000 individui presi a caso nella popolazione).

Il profilo del  DNA  delle cellule fetali è dapprima comparato con quello della madre. 
Per  confermare una attribuzione di paternità è necessario che la probabilità che  il DNA del presunto padre, paragonato a un individuo preso a caso dalla popolazione, contenga i marcatori genetici che ci aspettiamo di trovare nel padre biologico sia  superiore al 99.9%, in caso contrario l’ipotesi di paternità è esclusa. 


Il nostro laboratorio offre come servizio:
- Consulenza gratuita per il proprio caso;
- privacy garantita secondo le norme vigenti;

Per ulteriori informazioni consulta la sezione "DOMANDE FREQUENTI SU TEST DI PATERNITA' PRENATALE NON INVASIVO"


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Il costo del test di Paternità prenatale non invasivo è di Euro 1.000,00
(Campioni analizzati: madre, padre e figlio).
I risultati sono disponibili normalmente dopo 10-15 giorni dopo il ricevimento del vostro campione.

Il test prenatale include consulenza, analisi sul campione di sangue materno e paterno (e di un eventuale ulteriore campione padre), spedizione del referto.

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